La tecnologia di diffusione digitale terrestre consente di attivare un nuovo canale di comunicazione verso il cittadino, che si affianca ai canali “on line” esistenti (internet,
telefono, messaggistica, fax).
La sua prospettiva di sviluppo è legata non tanto al miglioramento della qualità dell’immagine nella ricezione televisiva, bensì nella
possibilità di portare i servizi di government alle fasce deboli della popolazione e verso i cittadini tendenzialmente esclusi dagli altri canali di fruizione dei servizi
medesimi.
In Italia soltanto una abitazione su tre è dotata di apparati multimediali o di computer, esistono quindi ampie fasce della popolazione che sono attualmente
escluse dai benefici della Società dell’Informazione; la televisione è invece il mezzo d’informazione preferito e disponibile, con una copertura del 99% del territorio a
livello nazionale, quindi il Digitale Terrestre potrebbe permettere l’accesso della maggioranza della popolazione, adesso esclusa, ai servizi, alla comunicazione
istituzionale ed all'informazione di carattere locale, contribuendo sostanzialmente all'attuazione del progetto di Città Digitale che rappresenta la sfida del nostro tempo.
Il digitale terrestre permette di:
Il vero valore aggiunto per i servizi televisivi digitali è rappresentato dall'interattività, che consente di sviluppare una comunicazione del tutto nuova per lo spettatore e che permetterà al cittadino di usufruire da casa propria di servizi di vario genere, dai servizi amministrativi a quelli informativi, alla formazione a distanza, consulenza, servizi di medicina, assistenza, telecontrollo ed altro.
Per la ricezione del segnale televisivo digitale è necessario l’utilizzo di un decoder, il Set Top Box.
La sua funzione principale è quella di decodificare i programmi TV
digitali. Al suo interno contiene un processore ed una memoria in grado di eseguire applicazioni, basate su uno standard aperto ed ormai largamente diffuso, l’MHP,
telecaricate vie etere dall’antenna televisiva. La diffusione dei decoder Set Top Box è attualmente in forte crescita, in ambito locale la stima del giugno 2007 afferma che il 25% delle famiglie si sono dotate di tale dispositivo. I contributi statali, la riduzione dei costi tecnologici e, soprattutto, la trasmissione delle partite di calcio e
dei films a prezzi bassi lasciano presupporre una veloce diffusione dei decoder DTT.
La legislazione italiana sull'emittenza ed in particolare la legge Gasparri (circa l'emittenza in tecnica DTT) consentono oggi di poter facilmente costituire enti no-profit per la fornitura di contenuti di particolare valore civico e comunitario. E' la Fondazione Ugo Bordoni, incaricata dal Min. della Comunicazione a rilasciare queste
autorizzazioni.
Ottenuta l'autorizzazione, il fornitore di contenuti deve rivolgersi ad un operatore di rete, il provider che fornirà la banda trasmissiva.
Purtroppo non esistono
ancora listini dedicati a questi particolari fornitori di contenuti ed i provider applicano le stesse tariffe sia ai fornitori di contenuti commerciali che a quelli civici comunitari.